Breve descrizione del percorso
Giulianello è, con 2.436 abitanti, l'unica frazione di Cori, in provincia di Latina. Borgo rinascimentale, circondato da un territorio naturale incontaminato, è situato a cavallo tra la provincia di Roma e quella di Latina. Appendice dei Castelli Romani, è la porta naturale d'ingresso alla catena dei Monti Lepini. Le origini di Giulianello sono molto antiche, si pensa che l'antico castello sia appartenuto alla famiglia Giulia (ovvero la famiglia di Giulio Cesare). Ne è testimone un'urna sepolcrale, dedicata ad una Giulia, della famiglia di Giulio Cesare scoperta nel 1684 dai Frati Minori del colle di S. Lucia. Giulianello nacque nel 143 a.C. sotto l'Impero romano d'occidente. Fu nel periodo tardo-imperiale che il patriziato romano cominciò ad interessarsi di questo territorio, il Fundus Julianus. La bolla di Papa Innocenzo III del 1020, in cui si afferma che il Monte Massimo venne donato al Papa dagli "Homines de Juliano", rappresenta la più probabile testimonianza dell'esistenza di una comunità. Esistono altresì documenti circa l’esistenza di una comunità organizzata all'interno del Fundus Julianus già agli inizi del XIII secolo. Nel 1870 Giuliano passò dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia, divenendo frazione del Comune di Cori e mutando il nome in Giulianello, per distinguersi dall'omonimo paese del frusinate.
Il Lago di Giulianello è un piccolo un lago che, geograficamente e storicamente, si trova nel territorio di Giulianello, frazione di Cori, ma amministrativamente fa parte del territorio di Artena (RM). Posto tra i monti Lepini a sud, e i Colli Albani a nord, quindi tra tufi vulcanici e pietra calcarea, il lago si forma a partire da una conca, una depressione, dove si raccolgono acque di drenaggio delle precipitazioni meteoriche dei vicini monti Lepini unite a risorgente di acque provenienti da falde sotterranee nel cammino che le porta dai Colli Albani al mare. Nella zona, anticamente, v’erano ricompresi tre laghi: il Lacus Vetus, il Lago della Pescara ed il Lago di Giulianello. I Primi due laghi vennero, in epoche diverse, prosciugati. Nel 2007, con decreto del presidente della Regione Lazio il lago di Giulianello, e la zona circostante, sono stati eretti a monumento naturale.
Velletri (Velitrae in latino, Velester in lingua volsca) è un comune italiano di 53.315 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. Il centro storico sorge sulle propaggini meridionali dei Colli Albani, a 332 m s.l.m. È incluso nell'area dei Castelli Romani. Antichissima città dei Volsci già autorevole al tempo di Anco Marzio, lo storico Dionigi d'Alicarnasso la definisce ἐπιφανής (epiphanés), "illustre". E’ stata teatro di due storiche battaglie: nel 1744 e nel 1849. Capolinea della ferrovia Roma-Velletri, inaugurata da Pio IX nel 1863, la città è uno dei centri attraversati dalla via Appia Nuova. Il territorio di Velletri si estende a cavallo tra due zone ben distinte: la parte settentrionale è posta sulle propaggini meridionali del sistema dei Colli Albani, la parte meridionale è invece ai margini dell'Agro Pontino, la cui bonifica, iniziata già al tempo di papa Pio VI, si compì solo con il fascismo. Siti di interesse: Museo Civico Archeologico e nel Museo Diocesano; sito della Villa degli Ottavi, la residenza sub-urbana della gens Ottavia e di Ottaviano Augusto; Museo Diocesano nel chiostro della Cattedrale. Raccoglie opere d'Arte di inestimabile valore, importanti soprattutto per la loro unicità. Porta Napoletana è una delle antiche porte che un tempo rappresentava uno degli accessi alla città.
Nemi è un comune italiano di 1.931 abitanti interamente incluso nel perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani. Posizionato quasi al centro dei Colli Albani, a 521 m s.l.m., Nemi è il secondo comune più piccolo dell'area dei Castelli Romani, noto per la coltivazione delle fragole e per la relativa sagra, che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno. Il centro storico è situato in posizione panoramica sul lago di Nemi, celebre per essere stato il luogo del ritrovamento nel 1927-1932 di due navi celebrative romane dell'età dell'imperatore Caligola, conservate nel Museo delle Navi Romane fino alla loro distruzione nel 1944. Siti di interesse: Il santuario del Santissimo Crocifisso, già di Santa Maria di Versacarro.. Al suo interno, nel 1669, venne esposto un Crocifisso ligneo, opera di fra Vincenzo da Bassiano, la cui tradizione vuole che fosse trovato miracolosamente compiuto. Nel territorio di questa città si trovava il santuario di Diana Aricina o Nemorense era un enorme complesso collocato su un'area di 45.000 metri quadrati. Il museo delle Navi Romane è posto sulla riva del lago di Nemi: costruito negli anni trenta per proteggere i preziosi scafi appena estratti dalle acque oggi conserva un tratto della antica Via Sacra, i modelli in scala 1:5 delle navi romane, andate distrutte nel 1944, e reperti del tempio di Diana.
Albano Laziale è un comune italiano di 40.980 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. È uno dei comuni più importanti dei Castelli Romani, e il centro più animato commercialmente. Sede vescovile suburbicaria fin dal V secolo, storico principato della famiglia Savelli e dal 1699 al 1798 possesso inalienabile della Santa Sede, ospita anche la sezione distaccata del tribunale circondariale di Velletri. Il territorio di Albano è in parte incluso nel Parco regionale dei Castelli Romani. Le prime testimonianze accertate di insediamento umano nel territorio comunale di Albano risalgono al periodo Laziale all'inizio del I millennio a.C. mentre a partire dal periodo Laziale (830 a.C.-730 a.C.) iniziano a comparire tracce riconducibili alla fondazione della mitica capitale latina di Alba Longa. L'imperatore Settimio Severo attorno al 202 fece installare nel luogo dell'attuale centro storico di Albano, ai margini della tenuta imperiale domizianea, la Legio II Parthica: nacquero così i Castra Albana, gli imponenti accampamenti che rimasero in funzione fino alla fine del III secolo. Nel 326 l'imperatore Costantino I, secondo una tradizione consolidata, ordinò la fondazione della cattedrale albanense dedicata a San Giovanni Battista. Secondo le fonti, Costantino donò alla neonata cattedrale vari arredi sacri. Siti i interesse storico: Porta Pretoria, ingresso principale ai Castra Albana; Terme di Cellomaio, attribuite all'imperatore Caracalla; Anfiteatro; Catacombe di San Senatore; Cisternoni; è uno dei simboli di Albano, un'enorme cisterna di cinque navate grande 20x30 m circa; Sepolcro attribuito agli Orazi ed ai Curiazi, protagonisti della leggendaria battaglia tra Roma ed Alba Longa; Villa e Sepolcro di Gneo Pompeo Magno
Castel Gandolfo (8 955 abitanti) è un comune italiano della città metropolitana di Roma Capitale, nell'area dei Castelli Romani. Il centro abitato fa parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia. È conosciuta soprattutto per la presenza della residenza estiva dei papi, alla quale fanno corona molte altre residenze estive, ville e villini edificati a partire dal XVII secolo. Il suo territorio include quasi tutto l'arco costiero del lago Albano con vista sul cono vulcanico di Monte Cavo, che ospita tra l'altro lo stadio olimpico di canottaggio del CONI.Vi sono inoltre vari luoghi di interesse archeologico (tra cui l'emissario del lago Albano e i resti della villa albana di Domiziano), naturalistico (essendo la zona inclusa nel perimetro del parco regionale dei Castelli Romani) e artistico (come la collegiata pontificia di San Tommaso da Villanova edificata da Gian Lorenzo Bernini).
L’Appia Antica, La via Appia era una strada romana che collegava Roma a Brundisium (Brindisi), uno tra i più importanti porti dell'Italia antica, un porto da cui iniziavano le rotte commerciali per la Grecia e l'Oriente. Considerata dai Romani la regina viarum (regina delle strade), è universalmente ritenuta, in considerazione dell'epoca in cui fu realizzata (fine IV - III sec. a.C.), una delle più grandi opere di ingegneria civile del mondo antico per l'enorme impatto economico, militare e culturale che essa ha avuto sulla società romana. I lavori per la costruzione iniziarono nel 312 a.C. per volere del censore Appio Claudio Cieco (Appius Claudius Caecus, importante esponente della gens Claudia), che fece ristrutturare ed ampliare una strada preesistente che collegava Roma ai Colli Albani prolungandola fino a Capua, da alcuni anni posta sotto il controllo romano. Alla metà del III sec. a.C. il tragitto fu esteso fino a Maleventum (Benevento). I lavori di costruzione si protrassero durante la seconda metà del III sec. a.C., quando fu raggiunta Tarentum (Taranto) e poi fino a verso il 190 a.C., epoca in cui fu completato il percorso fino al porto di Brundisium (Brindisi). La funzione primaria del tracciato era militare (garantire un rapido movimento delle truppe verso l'Italia meridionale), successivamente fu anche utilizzata come una fondamentale via di commercio. La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano. L'imperatore Traiano fece anche realizzare, tra il 108 ed il 110, una diramazione denominata via Appia Traiana, che da Benevento raggiungeva Brindisi attraversando l'Apulia (Puglia) con un nuovo percorso in gran parte vicino alla costa e pianeggiante.
La chiesa del "Domine Quo Vadis", o Santa Maria in Palmis, è un piccolo luogo di culto cattolico che si trova a Roma, al bivio tra l'Appia Antica e la via Ardeatina, nel quartiere Appio-Latino. La chiesa odierna è il rifacimento seicentesco di una piccola cappella eretta nel IX secolo. La chiesa è oggi gestita dai religiosi della Congregazione di San Michele Arcangelo, il cui convento, anch'esso del XVII secolo, è annesso alla chiesa. La chiesa è eretta sul luogo dove, secondo un episodio narrato negli Atti di Pietro, l'apostolo Pietro, che fuggiva da Roma per sottrarsi alle persecuzioni di Nerone, avrebbe incontrato in visione Gesù. Secondo questo racconto, Pietro pose a Gesù la domanda «Domine, quo vadis?», ovvero "Signore, dove vai?", e alla risposta di Gesù, «Eo Romam iterum crucifigi», "Vado a Roma a farmi crocifiggere di nuovo", Pietro capì che doveva tornare indietro per affrontare il martirio. Su una piccola lastra di marmo al centro della chiesa si trovano, infatti, due impronte di piedi (copia di un rilievo conservato nella vicina basilica di San Sebastiano fuori le mura), che sarebbero le impronte lasciate da Gesù.
Porta di San Sebastiano è la più grande e meglio conservata porta della cinta difensiva delle Mura Aureliane di Roma. Il nome originario era Porta Appia perché da lì passava la via Appia, la regina viarum che cominciava poco più indietro, dalla Porta Capena delle mura serviane, e lo conservò a lungo. Un documento del 1434 la menziona come “Porta Domine quo vadis”. Solo dopo la metà del XV secolo è finalmente attestato il nome che conserva ancora oggi, dovuto alla vicinanza alla basilica e alle catacombe di San Sebastiano. La chiusura era realizzata da due battenti in legno e da una saracinesca che scendeva, entro scanalature tuttora visibili, dalla sovrastante camera di manovra, in cui ancora esistono le mensole in travertino che la sostenevano. Alcune tacche sugli stipiti possono indurre a ritenere che si usassero anche delle travi a rinforzo delle chiusure. Data l'importanza della via Appia che da qui usciva dalla città, soprattutto in epoca romana tutta l'area era interessata da grossi movimenti di traffico cittadino. Sullo stipite destro della porta è incisa la figura dell'Arcangelo Michele mentre uccide un drago, a fianco della quale si trova un'iscrizione, in un latino medievale in caratteri gotici, in cui viene ricordata la battaglia combattuta il 29 settembre 1327 (giorno di San Michele, appunto) dalle milizie romane ghibelline dei Colonna contro l'esercito guelfo del re di Napoli Roberto d'Angiò. Ma oltre alle testimonianze di un certo valore storico, l'intero monumento è interessante anche per la ricchezza di graffiti e tracce certamente non ufficiali, ma che documentano la vita quotidiana che intorno alla porta si è svolta nei secoli. Sono probabilmente opera di pellegrini le varie croci incise nei muri ed il monogramma di Cristo (JHS con la croce sopra l'H) visibile sullo stipite sinistro, di fronte all'Arcangelo Michele; sono leggibili molti nomi italiani e stranieri (un certo Giuseppe Albani ha scritto tre volte il suo nome) e varie date, che si possono decifrare fino al 1622; ad uso di viandanti forestieri qualcuno ha anche inciso una sorta di indicazione stradale per la porta o la basilica di San Giovanni in Laterano.
Il percorso in breve:
Tappa con una ragguardevole diversità, sia ambientale (si attraversano biomi lacustri, montani e collinari), che fisica (paesi con architettura unica ma diversa tra di loro) e culturale (diversi territori enogastronomici e folcloristici). Si parte in discesa dal tempio di Ercole, a Cori, percorrendo Via San Nicola. Si tratta di una via panoramica che si affaccia sulla pianura pontina fino al mare. Arrivando alla cava, la strada piega a sinistra ma, subito dopo, il percorso gira a destra, a 90°. Si imbocca una strada di campagna, in mezzo agli uliveti tipici di questi territori. Dopo una discesa parecchio ripida, la strada sfocia su una via trafficata, Via di Rocca Massima. Si fa un giro a sinistra, per poi, al prossimo incrocio, tornare a girare a sinistra, imboccando una strada secondaria in discesa. Dopo 800 m la strada fa una curva a 90° a sinistra e dopo 200 m fare attenzione per girare a destra per iniziare un tratto sterrato. Alla fine di questo si rientra in Via di Rocca Massima. Si attraversa il tratto cittadino fino ad arrivare in salita, parecchio ripida, al centro storico di Giulianello, dove si contempla la sua architettura particolare e singolare. Si riparte imboccando la SP79 (via Velletri-Anzio). Dopo 2,2 km si trova l’entrata al Monumento Naturale del Lago di Giulianello (strada sterrata). Avendo un po’ di tempo, vale la pena fermarsi per delle foto e rilassarsi sulle sue sponde. Qui si trova una grande ricchezza storico-naturalistica che è stata immortalata da diversi registi in diversi film nazionali. Altrimenti, si prosegue per la strada principale per 3,7 km fino ad arrivare ad un incrocio dove si gira a sinistra per imboccare Via della Caranella. Da qui si continua per 1,5 km per poi uscirne a destra su Via delle Corti. Si prosegue fino a giungere nella rotonda che porterà al centro della città di Velletri, la culla della Gens Octavia, da cui discende l’Imperatore Ottaviano Augusto. Il percorso passa per Via del Corso, dove sta l’imponente torre del Trivio. Dopo aver fatto qualche foto in più e, forse, una sosta all'importante museo civico, si risale in sella per affrontare la salita verso i Colli Albani tramite la Via Appia moderna. Dopo qualche chilometro, si giunge al paese delle fragoline di bosco e del Tempio di Diana, Nemi. Un paese incantevole per la sua architettura, pulizia e per il suo panorama verso l'omonimo lago. Assolutamente da assaggiare le crostatine con le fragoline di bosco e, magari se si ha più fame, mangiare un tradizionale panino con la porchetta. Si riparte in salita e in asfalto fino a raggiungere la via dei Laghi, una via piuttosto trafficata. Molta attenzione. Raggiunta la rotonda del km 35,3 si fa una curva a sinistra e si inizia a scendere. Nella prima rotonda, si esce a destra per prendere la Via di Ariccia ed arrivare alla Chiesa dei Frati Cappuccini. Si continua in discesa, passando davanti l’anfiteatro Romano per poi giungere in centro storico, davanti alla Cattedrale di San Pancrazio, ad Albano Laziale. Dopo un giro per la suggestiva città, si procede in discesa per Via Cairoli fino a raggiungere un bivio. Si fa un giro a destra e si imbocca la strada per Castel Gandolfo. Dopo circa 300 m, all’altezza del parcheggio, che si trova a sinistra, inizia la pista ciclabile che conduce fino all’incrocio del semaforo. In questo punto si attraversa la strada per entrare, salendo, nel Borgo di Castel Gandolfo. Dopo 200 m di salita, si gira verso un tornante a sinistra e poi si prosegue dritto fino a giungere in piazza della Libertà da dove si può ammirare il palazzo Pontificio, una bella fontana e la parrocchia di S. Tommaso da Villanova (oltre che rifocillarsi su uno dei tanti bar/ristoranti che si trovano nella piazza e lungo il corso principale). Risalendo in sella, si scende per Via Oratorio cercando di non farsi distrarre dalla affascinante vista del lago di Albano. Pausa foto. Da qui inizia la discesa dai Castelli Romani verso l’antica via Appia. Una volta usciti da Castel Gandolfo si riprende la strada statale per un breve tratto (700 m, in discesa), fino ad un incrocio (attenzione perché un po’ nascosta) dove si gira a sinistra. Da questo punto il percorso utilizza strade secondarie, in discesa, fino a raggiungere la Via Appia Antica, nei pressi della stazione ferroviaria di Santa Maria delle Mole Qui si trova un punto informativo della VFdS, dove ci si può rifocillare. Il primo tratto di questa via è abbastanza sconnesso dovuto alla irregolarità dell’antico pavimento di questa via (basolato). Dopo qualche chilometro il pavimento diventa più regolare e si potrà ammirare tutti i monumenti funerari che si trovano ai lati e le eleganti ville di imperatori, consoli e personalità dell’antica Roma. All'ombra dei pini e degli innumerevoli monumenti funerari il tempo sembra scorrere più lentamente, ad ogni pedalata si scoprono nuovi e suggestivi angoli di questo singolare parco archeologico, ritenuto uno dei più belli d'Italia. L'itinerario passa fuori dalle Catacombe di San Calisto, visto che è chiuso ai mercoledì, prima di arrivare a porta San Sebastiano. A partire da questo punto, la Via Appia ci conduce nella Roma Antica, quella esuberante, degli imperatori, dei monumenti, degli Archi trionfali e del Colosseo. Qui il tempo si ferma per l'esploratore in bicicletta: impossibile non scattare una foto dopo l'altra per immortalare questo momento. Dopo il Monumento a Vittorio Emanuele II, il percorso assume tratti urbani per raggiungere il Ponte di Castel Sant'Angelo ed arrivare nell'imponente piazza S. Pietro, già nel Vaticano. È il momento clou della giornata, che racchiude questa esperienza. È ora di timbrare la credenziale e prendere il Testimonium, ovvero il certificato dell’avvenuto pellegrinaggio.
Alloggi della tappa |
Cori |
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Il Circo della Farfalla (ex convento San Francesco) | Piazza San Francesco d'Assisi | 3475224783 (Chiara), 3290917657 Claudio; |
Del Colle | Via Del Colle I, 4 | 06 |
Minerva Domus | Via Cavour, 6 | 337 1047141 |
Le Piazze | Via Colle I, 6 | 349 8332009 |
I Lepini | Via Piave, 3 | 340 2316298 |
Velletri(RM) |
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Istituto Don Orione | Via Carlo Angeloni, 12 | Fausta 347 050 6793; e-mail: - |
A Casa di Ciccio | Via Paolina n°150 | Francesca 3338159466; |
Casa Pontecorvi | Via Vecchia di Napoli, 22 | 06 9635709; 328 8469313 |
Chez Raz | Via della Caranella 41 | 3477109886; |
I sapori dei castelli romani | Via Crocefissi, 1 | 338 9458646 |
Nemi(RM) |
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Locanda Specchio di Diana | Piazza Roma, 1 | 06 9368714 |
Albano Laziale(RM) |
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Seminario Vescovile | Piazza san Paolo, 5 | Tel: 06 9320021; |
Villa Altieri | Via Appia Nuova, 1 | 06 9320562 |
Albano | Via Baccelli, 13 | 338 5667759 |
Castel Gandolfo |
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Accoglienza in spazi della chiesa locale | Castel Gandolfo | Silvia, cell: 3282250708 - email: |
Casale degli Archi | Via Appia Nuova, 3 | 06 93020893; 349 5268721 |
Ist.Maddalena Aulina | Via delle Mole 3C | 069320209 |
Atlantis Inn | Via Santa Lucia Filippini, 11 | 345 2121521 |
Nonna Caterina | Via De' Zecchini, 22 | 328 7059139; 348 3287598 |
Il Raduno | Corso della Repubblica, 31 | 338 735 1803 |
Centro Maria Poli | Via San Giovanni Battista de la Salle snc | 331 9429694 |
Ist. San Giuseppe Casa Mennesiana | Via Appia Nuova, 4 | 06 93548006 - 3493023467 |
Frattocchie (Marino) |
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Gli Ulivi | Via Pietro di S. Giuseppe di Betancour, 6 | 3468331820 - 34064744261 |
I Glicini | Via Dei Glicini 25 | 3282205776 |
B&B Fabiola | Via delle Ortensie, 7 (Loc. Due Santi) | Fabiola 3283840194; |
Ciampino |
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Bici Grill Decimomiglio | Via Appia Antica X° Miglio | Stefano: cell. +39 3929941772; email: |
Roma |
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Monastero San Gregorio al Celio | p.za San Gregorio al Celio 1 | 067000987 |
Istituto Orsoline di Maria Immacolata | Via Dandolo 46 | 065812150 |
San Pietro | Via Angelo Emo, 162 | 06 43533130; 347 6234082 |
Domus Getsemani | Viale Vaticano, 56 | 06 39738041 - 340 8874403; |
Rome & Suites | Via Gualtiero Serafino, 8 | 333 9846987 |
La Perla di Roma | Via Giorgio Scalia, 33 | 335 7863670 |
Spedale della Divina Provvidenza | Via Genovesi, 11/B | cell. 353 4286139; |
Casa per ferie Ist. Volpicelli | Via XX Settembre 68/B | 320 3817637 |
Centro Pellegrini S. Teresa Coudrec | Via Vincenzo Ambrosio, 9 | 06 635401142 |
Ostello Marello | Via Urbana, 50 | 06 4882120 - 06 4825361 |
Dettagli Altimetrici |
Altitudine Massima: | |
Dislivello partenza/arrivo: | |
Altitudine Minima | |
Dislivello min/max: | |
Altitudine Media: |
Dettaglio Tappa |
Nome Località | Quota (m) | Km | Tempo (h) | Diff. Fisica | Agibilità |
Cori | 400 | 0 | 0 | - | Sì |
Giulianello | 240 | 7,9 | - | F | Sì |
Velletri | 339 | 19,2 | - | F | Sì |
Nemi | 529 | 32,2 | - | D | Sì |
Albano Laziale | 397 | 40,7 | - | F | Sì |
Castel Gandolfo | 415 | 42,8 | - | MF | Sì |
Appia Antica | 46/190 | 49,1 | - | F | Sì |
Chiesa Domine Quo Vadis | 20 | 62,5 | - | F | Sì |
Porta San Sebastiano | 33 | 63,6 | - | F | Sì |
Basilica di San Pietro (Roma) | 22 | 70,2 | - | F | Sì |
Totali | 68,9 Km | 06:00 h | D | Si |
MF (Molto facile) - F (facile) - M (media) - D (difficile) - MD (molto difficile)