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Gruppo dei Dodici - APS
Associazione per la promozione Storico-Culturale dei cammini sulla via “Francigena nel Sud”
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Itinerario Via Francigena nel Sud - Cicloturistica: da Teano a Roma

Via Francigena nel Sud - Cicloturistica: da Itri a Priverno (Abbazia di Fossanova)

Via Francigena nel Sud - Cicloturistica: da Abbazia di Fossanova a Cori var. Sermoneta

Tappa 4 - Via Francigena nel Sud - Cicloturistica: da Priverno (Abbazia di Fossanova) a Cori
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Dati
Partenza
Abbazia di Fossanova (Priverno)
Arrivo
Cori
Lunghezza
57,6 Km
Come arrivare
Stazione FS di Priverno-Fossanova
Descrizione

Breve descrizione del percorso

Priverno è un comune italiano di 14.367 abitanti della provincia di Latina. Fino al 1927 ebbe il nome di Piperno. Posto al centro della valle dell'Amaseno, sorge su un'area di modeste alture, facente parte del sistema collinare dei Monti Seiani. Le origini di Priverno risalgono al periodo protostorico laziale. Vi sono testimonianze che fanno risalire la fondazione dell'antica Privernum ad almeno quattro secoli prima di Roma, quindi al XII secolo a.C. (restano alcuni ruderi di tale centro). Le prime notizie storiche certe sono opera di Tito Livio. Egli descrive Priverno come un potente centro Volsco del IV secolo a.C. che, a seguito di lunghe lotte, venne sottomesso da Roma per opera di Lucio Emilio Mamercino Privernate e Gaio Plauzio Deciano, che grazie a questa vittoria furono eletti entrambi consoli. Nel 329 a.C. il centro venne completamente distrutto, e la ricostruzione del nuovo abitato avvenne per opera dei Romani nella piana di Mezzagosto, dando origine alla Privernum romana. La vita di Privernum fu nuovamente interrotta nel IX secolo, si ritiene a causa delle invasioni barbariche, ma alcune testimonianze lasciano supporre che la città venne distrutta nel IX secolo per opera dei Saraceni. A seguito di queste invasioni i cittadini abbandonarono il sito dell'antica Privernum e, secondo la tradizione, fondarono nuovi centri sui colli e monti circostanti, tra le quali l'attuale Priverno sul Colle Rosso, e i centri di Sonnino, Roccasecca, Maenza e Roccagorga. Priverno è storicamente appartenuta allo Stato Pontificio fino alla presa di Roma e successivamente dal 1870 fece parte del circondario di Frosinone fino alla sua abolizione nel 1927. Dalla fondazione di Latina (fino al 1946 Littoria), appartiene alla provincia omonima. Il paese era al centro di un sistema di vie che collegavano il nord con il sud (Appia Pedemontana) e l’est con l’ovest (la Pianura Pontina con la Ciociaria). Il transito dei pellegrini è documentato da un dipinto di San Giacomo Maggiore nell’interno della chiesa di San Benedetto, dall’antico hospitale accanto alla chiesa di Sant’Antonio Abate e di quello, in posizione opposta, di Santo Spirito. Siti di interesse: Abbazia di Fossanova, Chiesa di San Benedetto, Chiesa di San Giovanni, Cattedrale di S. Maria Assunta (dove viene conservato il teschio ritenuto di San Tommaso D’Aquino), Parco e Villa di San Martino, Palazzo Comunale, area archeologica Antica Privernum. Di grande interesse anche la rievocazione storica del Palio del Tributo e la Festa Medioevale di Fossanova.

Sezze è un comune italiano di 24.908 abitanti della provincia di Latina. Secondo la leggenda, il mitico fondatore della città fu Ercole, che giunse a Sezze dopo aver vinto i Lestrigoni. Fu una città probabilmente latina, passerà successivamente sotto il dominio diretto di Roma, che vi dedurrà una colonia nel 382 a.C., nel quadro della difesa del territorio contro i Volsci. Si ritiene che Sezze abbia dato i natali a Gaio Valerio Flacco, poeta latino di I secolo d.C. autore del poema epico Argonautica. Durante l'Alto Medioevo sopravvisse grazie alla sua posizione fortificata e nel 956 si organizzò come libero comune. A metà del 1600 la popolazione fu fortemente colpita dalle scorrerie di spagnoli e austriaci. Come molti altri dell'aerea pontina, fu interessato dal brigantaggio postunitario. Nel 1870, dopo la presa di Roma Sezze entrò a far parte del Regno d'Italia. Siti di interesse: Basilica concattedrale parrocchiale di Santa Maria, Chiesa della Madonna della Pace, Palazzo Calabresi, Palazzo De Magistris, Mura poligonali. Di grande suggestione è anche la Sacra rappresentazione della passione di Cristo.

Bassiano è un comune di 1.446 abitanti, il più alto della provincia di Latina dopo Rocca Massima e Campodimele. Le origini di Bassiano e del suo centro collinare non sono ancora del tutto chiare. Qualche autore ha scomodato divinità mitologiche, altri hanno chiamato in causa imperatori romani vantando che Bassiano sia stata fondata dall'imperatore Caracalla, o di portare altresì il nome di San Bassiano vescovo di Lodi. La storia di Bassiano ha inizio certamente intorno al X secolo e parte da un piccolo gruppo di pastori e contadini costretto a rifugiarsi, in questo luogo completamente coperto alla vista della pianura, a causa delle continue scorrerie barbariche. Le prime notizie scritte su Bassiano sono databili al 1169. I legami storici e di territorio con l'area della Torre di Acquapuzza, probabile continuazione del castrum latino di Acquaputrida di cui è attestata l'appartenenza all'imperatore Caracalla, farebbero comunque propendere per l'ipotesi di una derivazione del nome dall'antroponimo "Bassianus" forse attribuito anticamente al Castello di Acquapuzza, e solo successivamente trasferito al centro collinare in ragione di una migrazione di popolazione. Nel 1240, Papa Gregorio IX nomina Signore dei Castelli di Sermoneta e Bassiano Trasmondo Annibaldi, per ringraziarlo dell'aiuto ricevuto contro i tentativi di invasione di Federico II. Gli Annibaldi governarono il paese fino al 1297 anno in cui il castello passò in possesso dei Caetani che lo governarono fino alla soppressione dei feudi, fatta eccezione che per un decennio (1492 - 1502) in cui governarono i Borgia. La storia di Bassiano è segnata profondamente dall'azione dei movimenti spirituali del XIII e XIV secolo, che furono i promotori di un rinnovamento sociale. I fraticelli spirituali, rigidi osservanti della regola di San Francesco d'Assisi, che trovarono rifugio nella grotta di Selva Scura, oggi annessa al Santuario del Crocifisso. E per alcuni, i Cavalieri templari che, si ritiene, abbiano lasciato il segno del loro passaggio nel Santuario del Crocifisso e nella piccola chiesa di San Nicola. È solo all'inizio del XVI secolo che i Caetani, con la costruzione del palazzo Baronale, lasciano un'impronta del loro dominio sulla terra di Bassiano. Fu Bonifacio Caetani che nel 1554 fece costruire un importante palazzo, quale rifugio delle insidie della palude e luogo di cura per la sua salute malferma. Il palazzo ingloba nel suo interno case e botteghe medievali che i Caetani nel corso del XV secolo avevano acquistato in località “Porta salamandra” che era la principale via di accesso al Castrum. Nel 1541 Camillo Caetani promulga gli statuti di Bassiano. Tutto era sotto il controllo del duca: la proprietà, la famiglia, la chiesa. Ma un'arma più potente della polvere da sparo e degli archibugi sta vedendo gli albori in quel tempo: il libro. Attraverso il tipografo umanista Aldo Manuzio, il libro diffonde la cultura, le idee e riscatta le genti dall'oppressione dei potenti. Nella cittadina dei Lepini è stata da oltre un decennio avviata una raccolta di Opere Aldine. Più di recente è nato, in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il progetto di un Museo delle Scritture con l'intento di restaurare e, quindi, valorizzare una sala in cui sono conservati importanti graffiti carcerari della fine del XVIII secolo. Il Museo delle Scritture Aldo Manuzio rende omaggio al suo più celebre concittadino e rappresenta un centro di ricerca, conservazione e valorizzazione delle scritture, che racconta in chiave didattica un percorso storico e antropologico. Siti di interesse: chiesa di San Nicola, Santuario del Crocefisso, Santuario della SS Trinità, centro storico con le mura castellane.

L'abbazia di Valvisciolo si trova in provincia di Latina, fra Sermoneta, l'oasi di Ninfa e Latina Scalo. Edificata in rigoroso stile romanico-gotico-cistercense è uno dei massimi capolavori del genere della provincia dopo l'abbazia di Fossanova. La tradizione vuole che questa abbazia sia stata fondata nel XII secolo da monaci greci e sia stata occupata e restaurata dai Templari nel XIII secolo. Quando nel XIV secolo questo ordine venne disciolto subentrarono i Cistercensi. Gli indizi della presenza Templare sono costituiti da alcune caratteristiche croci: nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del chiostro e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell'occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo. Papa Pio IX fece due importanti visite all'abbazia nel 1863 e nel 1865. Fu per volere di Pio IX che l'abbazia divenne priorato conventuale dipendente dalla congregazione di Casamari.

Norma sorge sui Monti Lepini (e fa parte della comunità montana omonima), praticamente sopra una parete rocciosa scoscesa da cui è possibile ammirare l'Agro pontino e soprattutto l'Oasi di Ninfa. Come dimostrano gli scavi archeologici di Norba, essa fu distrutta dalle truppe di Silla, venne abbandonata e mai più ricostruita. I pochissimi abitanti superstiti si spostarono sull'attuale sito, e nel corso dei secoli venne a costituirsi l'abitato di Norma. Siti di interesse: scavi archeologici di Norba; chiesa dell'Annunziata; Santuario della Madonna del Rifugio; Il Museo del cioccolato.

Norba latina, fu un'antica città sui monti Lepini, in posizione dominante sulla pianura pontina a sud di Roma, presso l'attuale Norma. Secondo l'etimologia proposta dal linguista Giacomo Devoto, il toponimo Norba avrebbe il significato di "città forte". L'appellativo "latina" è usualmente impiegato per distinguere la città dalla coeva Norba apula, che sorgeva in Apulia. Dionigi di Alicarnasso parla di Norba come una città latina ('Storia di Roma arcaica' lib. VII, XIII) che tra il 501 e il 496 a.C. partecipò con la Lega Latina alla guerra contro Roma nella battaglia del lago Regillo; il conflitto avvenne per riporre sul trono di Roma Tarquinio il Superbo, che trovò nel genero Ottavio Mamilio di Tusculum, città-guida della lega latina, un valido alleato. Il conflitto fu una disfatta per le città latine confederate e nel 492 a.C. i romani inviarono nuovi coloni a Norba. Grazie alla sua posizione geografica e alle maestose mura difensive Norba divenne un avamposto pressoché inespugnabile per i popoli ostili a Roma come Privernati, Setini e Fondani; nel corso della seconda guerra punica la città accolse come ostaggi numerosi militari cartaginesi. Durante la guerra civile tra Gaio Mario e Silla (88-82 a.C.) Norba si schierò apertamente con il primo. Gli abitanti di Norba, assediati dalle truppe sillane, piuttosto che cadere nelle mani del nemico preferirono incendiare le loro case e uccidersi. Così racconta la fine di Norba lo storico Appiano di Alessandria. Sebbene in seguito ricostruita, perse rapidamente importanza e Plinio il Vecchio la cita nel suo elenco delle città del Latium vetus ai suoi tempi (I secolo d.C.) scomparse. Dopo la distruzione sillana, parte della popolazione di Norba si trasferì nella sottostante città di Ninfa, che divenne piuttosto importante, per poi decadere a sua volta a causa della malaria. Altri esuli fondarono invece in Spagna Norba Caesarina (l'attuale Càceres). Nel corso del Medioevo, tuttavia, alcune strutture della Norba antica furono riutilizzate come chiese cristiane, come nel caso di un tempio dell'Acropoli Minore e del santuario di Giunone Lucina. Anche nell'area della grande Acropoli furono rintracciati elementi che testimoniavano una occupazione del sito in età altomedievale. Il nome della moderna Norma apparve nei documenti ufficiali solo nel corso dell'VIII secolo d.C., quando Ninfa e Norma furono donate a papa Zaccaria da parte dell'imperatore bizantino Costantino Copronimo. La moderna Norma ebbe forse il suo primo nucleo nel cosiddetto vicolo, un sobborgo della vecchia città romana ormai disabitata. È probabile che accanto alla nascita della cittadina medievale, parte della vecchia città romana sia stata riutilizzata appunto per scopi religiosi.

Cori è un comune italiano di 10.858 abitanti della provincia di Latina. Centro urbano collinare dei monti Lepini nord-occidentali. Storicamente diviso tra Cori Monte e Cori Valle, è formato da tre rioni. È situato a nord della propria provincia, al confine con quella di Roma. Cori è l'antica città di Cora che il mito vuole fondata in un periodo tra il XIII ed il XII secolo a.C. Recenti scoperte archeologiche hanno rilevato la presenza stabile di un nucleo abitativo risalente all'Età del Bronzo. Punti di interesse: Santuario della Madonna del Soccorso, le origini del santuario sono legate ad una tradizione che riporta l'apparizione della Madonna avuta da una bambina di Cori il 4 maggio del 1521; L'oratorio dell'Annunziata è un monumento nazionale ed è situato ai margini della strada che, fin da età medievale, collegava Cori alla via Appia Pedemontana. Nell'oratorio troviamo la cappella dell'Annunziata, con i suoi affreschi realizzati probabilmente in tre tempi ed ultimati nel XV secolo. San Francesco, la chiesa ed il convento furono costruiti in semplici forme tra il 1521 ed il 1526 in onore di San Francesco d'Assisi, che passò a Cori nel 1223. La Cinta muraria, con percorso turistico dedicato, è lunga circa 2 km ed è realizzata in opera poligonale di prima maniera (VI-V secolo a.C.); Il Tempio di Ercole (inizio I secolo a.C.) si trova sull'Acropoli dell'antica Cora, è di ordine dorico, prostilo, tetrastilo (monumento nazionale); Via delle Colonne (Il Foro); Il Tempio di Castore e Polluce.

Il percorso in breve:

Questo itinerario parte dall’Abbazia di Fossanova con destino a Cori, passando per Bassiano (invece di Sermoneta. La prima meta è la città di Priverno, ricca di tradizioni e folclore e di tipica pianta medioevale. L’inizio del percorso è in strada trafficata, perciò si raccomanda molta prudenza ed attenzione. Dopo 1,4 km lungo la provinciale, si gira a sinistra per imboccare la strada che costeggia il Parco di San Martino. Da qui si prosegue in quota fino ad arrivare alla rotonda. Le salite si iniziano a sentire fino ad arrivare in centro storico, passando inizialmente per la chiesa di San Benedetto, un gioiello medievale, costruito tra il IX e XIII sec. Poi, si continua in su fino ad arrivare alla piazza della Concattedrale. Qui è conservata una reliquia di San Tommaso D’Aquino, santo patrono della città. Intorno alla cattedrale c’è il museo ed una serie di negozi dove si può rifocillare o prendere un caffè. Dopo Priverno, si torna ad attraversare la statale per rientrare nel territorio della bonifica. Si entra nella via Setina che porta alla città di Ceriara, una via molto trafficata e perciò attenzione. Attraversato l’abitato, si fa un giro a destra per uscire dalla Statale e imboccare la provinciale, chiamata Via Sorana, che conduce a Sezze. Dopo 1,7 km la strade inizia a salire lentamente, tramite tornanti, ed è piuttosto trafficata (attenzione). Sono 230 m di dislivello positivo per 5 km di lunghezza. Si arriva nella rotonda e da questo punto inizia la discesa verso il centro storico. Nella seconda rotonda, localizzata di fronte al Parco della Rimembranza, si può accedere al centro storico girando a sinistra. Sezze è  riconosciuta per la sua scuola di gastronomia e pertanto perché non recuperare le energie assaggiando le sue famose crostatine di visciole? Altrimenti, si continua sulla via principale, proseguendo in discesa verso Bassiano. Si continua a scendere fino a giungere al cimitero. Qui le salite ricominciano: saranno 330 m positivi in 7 chilometri. È il momento di mettercela tutta ed impegnare tutta l’energia delle crostatine. Una volta arrivato nel borgo, riconosciuto per essere la culla dell’ottimo prosciutto di Bassiano tra altre prelibatezze, perché non rilassarsi ed assaporare i gusti di questo paese? Poi, dopo pranzo, si può fare una passeggiata in centro storico per conoscere i suoi vicoli adibiti con lastre di poesia nelle sue mura e tanta cura. Inoltre il borgo è conosciuto per la sua storia legata all’imperatore Caracalla e per essere la patria dell’editore, grammatico e umanista Aldo Manuzio. Ma si riparte, prima che si faccia tardi. Da questo punto, se il viaggiatore ha un po’ di tempo in più, si può allungare un po’ per conoscere Sermoneta, il fulcro della famiglia Caetani. Per farlo, fai riferimento alla tappa 5 del percorso per le MTB (non ti preoccupare perché il percorso è tutto in asfalto). Altrimenti, si continua per la strada provinciale in discesa nella direzione dell’Abbazia di Valvisciolo. Qui, una sosta per conoscere questo importante tempio, mantenuto dai cistercensi e frequentato una volta dai templari, non può mancare (inoltre nei pressi dell’abbazia è presente una fontana di acqua e sanitari). Si riparte per puntare a Norma. La salita è lunga ed ardua, ma l'arrivo in città ricompensa tutto lo sforzo: la vista mozzafiato sulla pianura pontina, comprende, in giorni tersi, le isole pontine e il promontorio del Circeo; la panoramica verso i giardini di Ninfa; e un giro al Parco Archeologico Antica Norba ci ripagano dello sforzo. Lasciando il parco indietro, si riprende la strada asfaltata, in salita, per andare a Cori, città conosciuta per le sue prelibatezze gastronomiche (il prosciutto cotto di Cori, la ciambella al vino, l'olio), enologiche (luogo di ben due uve autoctone, Bellone e Nero Buono), bellezze architettoniche (il Tempio di Ercole, di stile dorico, la Chiesa di Sant'Oliva, la Cappella degli Scrovegni Latina ovvero la Chiesa della Annunziata, tra tanti altri), per il ricco patrimonio naturale che la circonda, per non menzionare il patrimonio culturale che le è innato. Il percorso è panoramico (si affaccia sulla pianura pontina) e a basso traffico. Si arriva in pieno centro storico corese, in piazza Signina, dove, in antichità esisteva una delle tre porte di accesso al borgo. Dalla piazza ci si inoltra per i vicoli stretti per giungere alla piazza dove troviamo il Tempio d'Ercole, punto finale della giornata, da dove è possibile assistere, ogni giorno, a spettacolari tramonti.

Alloggi della tappa
Priverno(LT)
Ospitalità pellegrinaVia Principe Amedeo, 27Gloria, cell: 3280923193; email: (MAX 2 persone)
Domus VictoriaVia Colle Pietroso, 40773.911245 - 333 2046066 - 3470156518
AppartamentoVia della Stazione, 2400773.911245 - 3332046066 - 3470156518 -
Sezze(LT)
Da MarcelloVia Villa Petrara, n°155Marcello: cell. 3482956922; email: appartamento 6 posti letto con uso cucina
Casa SalviVia Sedia del Papa, 430773 888488; 333 8707898
La Casa di LinaVicolo Anonimo n°8Luigi, cell: 347 333 3303; email:
Colli HouseVia Colli I° Tratto n°2Lorella, cell: 3292055812;
Guglietto HouseVia del Guglietto n°58Cristina, cell: 3477256734;
BarbittoVia Colli, 470773 888523
Sermoneta(LT)
San Nicola (CHIUSO-CLOSED)Via Matteotti, 13462191725
La Tana del ConiglioVia San Francesco, n°3cell: 339 2769739; email:
Il NidoPiazza del Comune, 8392 9192539
LeliveVia Aldo Manuzio, 19077 330418; 334 3272799
Aurora Medieval HouseVia Pietro Pantanello, 5345 3538651
La Bella Ninfa (Sermoneta Scalo)Via del Serbatoio n°6,334 3349716
Norma(LT)
La PasseggiataVia Colle Giovenale0773 353988
Guest House - Il GranaioPiazza della Rinascita, 3Irene: cell. 3392621158; email:
La RupeVia della Rupe, 20340 0024032
Casa dell'Antica NorbaVia Pozzo di Guerra, 2Alberto: cell. 331 3732772 ; email:
Cori
Il Circo della Farfalla (ex convento San Francesco)Piazza San Francesco d'Assisi3475224783 (Chiara), 3290917657 Claudio;
Del ColleVia Del Colle I, 406
Minerva DomusVia Cavour, 6337 1047141
Le PiazzeVia Colle I, 6349 8332009
I LepiniVia Piave, 3340 2316298
Scarica Pdf Alloggi Tappa
Dettagli Altimetrici
Altitudine Massima:
Dislivello partenza/arrivo:
Altitudine Minima
Dislivello min/max:
Altitudine Media:
Dettaglio Tappa
Nome LocalitàQuota (m)Marco Chilometrico (km)Tempo (h)Diff. FisicaAgibilità
Abbazia di Fossanova200-- 
Priverno1235,5-MD
Sezze29722,2-MD
Bassiano57631,0-D
Abbazia di Valvisciolo9038,5-MFSi
Norma43544,9-DSi
Parco Archeologico Antica Norba41545,6-MFSI
Cori40058,3-MSi

Totali

 57,6 Km05:30 hDSi

MF (Molto facile) - F (facile) - M (media) - D (difficile) - MD (molto difficile)