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Gruppo dei Dodici - APS
Associazione per la promozione Storico-Culturale dei cammini sulla via “Francigena nel Sud”
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Itinerario Via Francigena nel Sud - da Teano a Roma

Teano - Sessa Aurunca

Minturnae (Minturno) - Formia-Gaeta

Tappa 2 - Sessa Aurunca - Castelforte (Suio Terme) - Minturno
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Dati
Partenza
Sessa Aurunca
Arrivo
Minturno
Lunghezza
24,5 Km
Come arrivare
stazione FS di Sessa Aurunca-Carinola
Descrizione

Breve descrizione del percorso

Suio, località termale di antica origine, è l'unica frazione del comune di Castelforte. Si colloca sulle estreme propaggini dei monti Aurunci, presso il fiume Garigliano. L'abitato è suddiviso in due agglomerati principali: Suio Paese, sull'altura con l'antico castello medievale, e Forma di Suio, ai piedi del castello accanto al fiume, dove sgorgano acque sulfuree termali. La località Valle di Suio, a circa 200 m s.l.m., ha grandi pregi naturalistici; a Terme di Suio sono concentrati gli stabilimenti balneari. Le sue terme sono le antiche Aquae Vescinae, citate anche da Plinio e Lucano, molto frequentate soprattutto durante il periodo dell'Impero Romano. La zona in epoca pre-romana faceva parte del territorio della Pentapoli Aurunca. I primi insediamenti sull'attuale territorio di Suio, che si fanno risalire al popolo degli Aurunci, sono legati proprio all'uso delle sue acque termali che qui sgorgano spontaneamente. I Romani presero il controllo del territorio a seguito della battaglia del Veseris nel 314 a.C. In epoca romana-imperiale Settimio Severo, con capitali propri, fece lastricare la strada che conduceva da Minturnae ad Aquas Vescinas, cioè Suio. Il nome Suio è legato al castello, Castrum Suji, sorto per il controllo della foce del Garigliano nel decimo secolo d.C. La fortificazione infatti sorge su di una altura a ridosso della sponda nord del fiume da cui si ha una visuale da monte Orlando (Gaeta) al monte Massico. Il ruolo del castello, realizzato prima del 1040 era importante per il controllo delle incursioni dei corsari saraceni e dei loro insediamenti nella valle. Dopo la battaglia del Garigliano (915) entra a far parte del Ducato di Gaeta. Nel 1078, a seguito di successive parziali donazioni Suio viene acquisita dall'abbazia di Montecassino. Del XIII secolo è la chiesa romanica dedicata a "Santa Maria in Pensulis", probabilmente costruita sui resti della villa di Zethos. La chiesa aveva annesso un locale per gli infermi che venivano qui a curarsi. La chiesa apparteneva alla commenda dei cavalieri ospitalieri di Gaeta. Si scorge ancora la croce ottagona impressa sul primo gradino. Nel 1807 Suio fu aggregato al Comune di Castelforte.

Castelforte è sito al confine sud-orientale della provincia di Latina, alle estreme propaggini del massiccio dei Monti Aurunci, gli antichi Montes Vescini. Il centro storico si trova su di un'altura collinare, così come anche la frazione Suio. Da queste colline si domina la valle del fiume Garigliano. Il nome Castelforte deriva dal latino Castrum forte. L'aggettivo forte è dovuto probabilmente all'ottima posizione strategica di difesa data la posizione di vedetta sulla valle del Garigliano e in particolare sulla foce stessa del fiume, una volta navigabile. Alcuni studiosi, sostengono che Castelforte sia sorto sulle rovine dell'antica città di Vescia, appartenente alla Pentapoli Aurunca, distrutta dai romani nel 340 a.C. Su tutto il territorio del Comune giacciono una grande quantità di antiche vestigia, ma non si hanno notizie storiche esatte risalenti all'epoca preromana e romana a parte quelli relativi alle imponenti Terme Vescinae molto frequentate in epoca Imperiale, databili con certezza al III secolo. Castrum Forte nacque indubbiamente prima dell'anno 1000 come difesa del retroterra o anche come rifugio degli abitanti della piana sottostante. L'impostazione urbana è di una tipica piazza d'armi, ciò si può rilevare dalla cinta muraria munita di torrioni circolari, dalla porta di accesso e dal maschio imponente, punto di avvistamento e di comunicazione con le altre fortificazioni della zona. Il castello più vicino a Castrum Forte è Castrum Suji, a Suio. Per questa che è la frazione più importante si hanno dati sulla fondazione più certi, dovuta alla maggiore importanza storica di Suio. Sorto prima di Castelforte, Suio era strettamente legata al controllo delle proprietà del monastero di Montecassino. Entrambi i castelli erano posti in posizione tale da costituire un ottimo punto di vedetta e di guardia al fiume Garigliano, all'epoca importante via fluviale di comunicazioni tra Montecassino e il mar Tirreno. A Castelforte, sostò Consalvo da Cordova che condusse l'esercito spagnolo nella battaglia del Garigliano del 29 dicembre 1503 ponendo fine al dominio francese sul meridione d'Italia. Tra il 1798-99 le truppe napoleoniche attraversano l'Italia spodestando i regnanti. In questo periodo i castelfortesi insorgono contro gli invasori e contribuirono con due compagnie di volontari alle truppe a massa di Fra Diavolo. A Castelforte si costituì una cellula di tipo carbonaro, la Grande Unione dell'Unità d'Italia, ispirata alle idee mazziniane. Molti castelfortesi subirono un lungo processo per questo nell'anno 1848 dalla Gran Corte Criminale di Santa e furono imprigionati. Nel 1943-44, durante la risalita delle truppe alleate verso Roma, per oltre nove mesi Castelforte fu sottoposto a incessanti bombardamenti da parte degli alleati per contrastare i tedeschi che qui tenevano la linea Gustav. Centinaia di castelfortesi morirono per i bombardamenti, le mine e gli scoppi dei residuati bellici, molti non sopravvissero alle vessazioni o furono trucidati dagli occupanti tedeschi. Siti di interesse: War Museum Gustav Line Garigliano Front; Palazzo Comunale, Porta Ciancia, Torre quadrangolare (o Mastio), Cinta Muraria, Chiesa di Santa Maria in Pensulis.

Santi Cosma e Damiano è un comune italiano di 6.813 abitanti della provincia di Latina nel Lazio, dal 2002 medaglia d'oro al valore civile. Il toponimo deriva dal nome dei due Santi Cosma e Damiano, fratelli e medici, decapitati nei pressi di Antiochia sotto l'impero di Diocleziano. La tradizione popolare vuole che i due Santi siano transitati per queste terre nel loro viaggio verso Roma e che abbiano sostato in una grotta presso la quale fu costruita una cappella in loro onore, divenuta nei secoli l'attuale chiesa patronale. L'abitato del nucleo storico era chiamato in passato Casali di Santi Cosma e Damiano, o più spesso semplicemente I Casali, nome che contrassegnava piccoli nuclei rurali. Le prime notizie storiche su Santi Cosma e Damiano vengono dal Codex diplomaticus cajetanus, in particolare da una stipula dell'anno 830 dove viene citato un certo Negrutius filius de Gentile de Casale. I Casali di Santi Cosma e Damiano crescono come villaggio autonomo adiacente alle fortificazioni del Castrum Forte, punto di vedetta a guardia della foce del Garigliano dal X secolo; come conseguenza di ciò, oggi i centri storici dei due comuni Santi Cosma e Damiano e Castelforte formano un unico agglomerato urbano. Gli insediamenti si iniziarono a sviluppare sulle cime delle colline e soltanto dopo la Seconda guerra mondiale nella valle del Garigliano sottostante. Esistono in tutto il territorio di Santi Cosma e Damiano una grande quantità di vestigia antiche, ma non si hanno molti dati storici esatti sui primi insediamenti nel territorio. È noto che le sorgenti termali del Veseris, oggi Suio, frazione di Castelforte, erano già conosciute ed utilizzate nell'antichità preromana. È nota anche la presenza di ville rurali romane e di porticcioli e scafe sul fiume. Alcuni storici considerano il territorio di Santi Cosma e Damiano in epoca preromana appartenente alla città di Vescia; indicano poi come campo della battaglia del Veseris, episodio chiave della Guerra Latina, la zona tra le attuali contrade di San Lorenzo e Taverna Cinquanta. Tale battaglia vide opposti i Romani e la lega degli Aurunci nel IV secolo a.C. ed è descritta da Tito Livio negli Annales. Cicerone transita su queste terra e ci dà notizia del pons tiretius che assieme ad altri permetteva di varcare il Garigliano. Il territorio subì devastazioni barbariche ad opera degli Ungari nel 937 e dai Turchi nel 1552. Nel Medioevo è appartenuto anche alla Terra di San Benedetto, cioè era sotto l'influenza dell'abbazia di Montecassino. Le origini degli insediamenti sull'altura sono da mettere in relazione a questo centro politico-culturale: prima dell'anno 830, i benedettini realizzano una cella, piccolo monastero agricolo, a Ventosa. Tra l'881 ed il 915, i Saraceni si erano stabiliti nella pianura del Garigliano sulla riva destra con un campo trincerato. Nella località tuttora chiamata Vattaglia (voce dialettale di battaglia), si ebbe nell'agosto 915 la dura battaglia tra i Saraceni e le truppe della lega cristiana guidata dal papa Giovanni X. Dopo la battaglia il territorio entra a far parte del Ducato di Gaeta. Nei secoli successivi Montecassino e Gaeta perdono l'autonomia, il territorio entra nell'orbita normanna nel 1140. Dobbiamo aspettare secoli per rilevare eventi storici significativi che coinvolsero direttamente la popolazione locale, eventi che ancora oggi vivono nei racconti popolari. Dopo la proclamazione della repubblica Romana (15 febbraio 1798) le truppe napoleoniche del Gen. Rey occuparono Napoli e vi proclamarono la Repubblica Partenopea: la popolazione della Terra di Lavoro, fedele al re borbonico e alla Chiesa, insorge contro quelli che ritiene invasori. "I Casali" si schierano con due compagnie di volontari nelle truppe a massa comandate dall'itrano Michele Pezza, detto Fra' Diavolo. Si racconta che a Ventosa la popolazione per difendersi dall'avanzare delle truppe si difese a colpi di pietre. Ai caduti negli scontri vanno aggiunti i vecchi e i bambini inermi uccisi all'interno delle loro case; il parroco fu giustiziato venendo gettato dal campanile e le storiche statue lignee dei santi nella chiesa patronale furono sfregiate. Santi Cosma e Damiano doveva ancora tragicamente trovare un posto nella storia nel 1943-44, durante la risalita delle truppe alleate verso Roma. Trovandosi sulla Linea Gustav, per oltre nove mesi il territorio fu sottoposto a bombardamenti che cancellarono gran parte dell'abitato. Il Comune di Santi Cosma e Damiano è stato insignito dal Presidente della Repubblica della Medaglia d'Oro al Valor Civile perché centinaia di sancosmesi sono morti sotto i bombardamenti alleati o per le mine tedesche, per gli stenti e, a combattimenti conclusi, per gli scoppi di residuati bellici.

Minturno è un comune italiano di 19.782 abitanti della provincia di Latina nel Lazio. Il comune di Minturno è adagiato sulle propaggini costiere e meridionali dei Monti Aurunci. Le sue spiagge sono bagnate dal mar Tirreno nel golfo di Gaeta e si spingono a sud sino alla foce del Garigliano. La parte principale dell'abitato oggi si estende con continuità dalla collina della medievale Traetto (oggi Minturno) fino alle località costiere di Scauri e di Marina. È possibile che il nome Minturno derivi dalla dea Ctonia Manturna. La città di Minturnae sorgeva lungo il percorso della via Appia, presso il fiume Garigliano. Le sue origini risalgono ad un centro ausone, appartenente alla Pentapoli Aurunca. Sconfitto il popolo aurunco nel 314 a.C. durante la seconda guerra sannitica, i romani distrussero completamente le città della Pentapoli. Minutrni fu rifondata come colonia romana nel 295 a.C. e al suo ager apparteneva l'area tra i Monti Aurunci e il Tirreno, comprendente una zona residenziale sulla costa dell'odierna Scauri (già Pirae), con estese villae maritimae, e una zona agricola e produttiva, lungo il fiume e sulle colline, dove si trovavano diverse villa rustica o fattorie. Come detto presso la foce del Garigliano sorgeva il bosco sacro della dea Marica. Nelle paludi dell'antico Minturno trovò rifugio, nell'88 a.C., il console Caio Mario, tallonato dagli uomini del rivale Silla. I magistrati locali ordinarono la sua uccisione per mano di uno schiavo cimbro. Il condottiero riuscì a sfuggire alla morte, dopo aver intimorito il germanico. La città venne distrutta probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590. Dopo la distruzione di Minturnae, gli abitanti si rifugiarono sul colle vicino, fondando il centro di "Traetto" o "Traietto". gestito da un diacono dipendente direttamente dal Papa. Sotto il potere pontificio, Traetto fu cinta da mura, ma venne distrutta, nell'883, da Saraceni venuti per lo più dalla Sicilia musulmana e che si stabilirono nella piana del Garigliano. Essi vennero poi scacciati nel 915 dalla lega voluta da papa Giovanni X. Successivamente fu conquistata dai Normanni di Sicilia, nel XII secolo appartenne alla famiglia normanna dell'Aquila (de l'Aigle) imparentata con la famiglia reale d'Altavilla, e dal 1299 per matrimonio ai Caetani quando divennero titolari della contea di Fondi, di cui Traetto faceva parte. Successivamente passò nelle mani delle famiglie nobiliari dei Colonna, Gonzaga Colonna e dai Conti Carafa. “Durante l'ultimo conflitto mondiale, la città ed il suo contado, situati a ridosso della linea Gustav, furono teatro di durissime battaglie e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime ed ingenti danni. Cittadini, inermi e stremati dalle privazioni, furono passati per le armi dalla rappresaglia dell'esercito tedesco in ritirata” con questa motivazione la città di Minturno è stata insignita della medaglia d’oro al Merito Civile. Siti di interesse: Chiesa di San Pietro (XI-XII secolo), "Ponte pensile" sul Garigliano, Castello baronale, Il Comprensorio archeologico, presso la frazione di Marina che racchiude gran parte dei resti dell'antica città-porto.

Il cammino in breve:

Partendo dal Duomo ci si incammina verso via Delio e poco dopo si gira a destra verso Corso Lucilio al termine del quale si piega verso destra imboccando Corso Umberto I. Lo si percorre per circa 100 m. dopodiché si gira a sinistra verso via Salita Castello. Al suo termine si gira a destra fino ad immettersi sulla SP Sessa-Mignano. Percorsi circa 100 m. si gira a sinistra imboccando una strada in discesa denominata via Monte Ofelio. La si percorre per circa 1.1 Km fino a quando, arrivati in prossimità della chiesa di Monte Ofelio, si gira a destra e la si lascia per una stradina più stretta. Si percorrono stradine di campagna per circa 1.5 Km per poi girare a destra dirigendosi verso Cupa di Sessa. Dopo la svolta si percorrono ancora 500 m. e ci si immette sulla SP 80 ma solo per qualche centinaio di metri. La provinciale piega a destra mentre noi la lasciamo, proseguendo dritto, finché non arriveremo al centro del paese e più precisamente a Largo San Giuseppe. Da qui proseguiamo prendendo la strada che scende sulla destra accanto al parcheggio e che si dirige verso la campagna. Al termine dell’area del parcheggio si gira a destra prendendo una strada sterrata. Dopo circa 200 m. all’incrocio con un’altra stradina sterrata, si gira a destra. Si rimane su questa stradina sterrata per circa 2 Km passando, nell’ordine, accanto ad un gruppetto di case, una chiesa rupestre, in prossimità delle cascatelle sul Rio Cellari e di un vecchio mulino. Alla successiva biforcazione seguire la stradina di sinistra e dopo circa 100 m. girare a destra dirigendosi verso il santuario della Madonna dei Pozzi che dista circa 1.5 Km. Rimanendo sulla stessa strada e percorrendo un altro chilometro si giunge a Lauro, frazione di Sessa Aurunca. La si attraversa seguendo in ordine via Pietrabianca che diventa, dopo circa 100m., via Astricelli. Al suo termine si arriva ad uno slargo dove, piegando verso sinistra, ci si immette su via Filaro (SP 81) ma solo per circa 200 m. in quanto arrivati ad una biforcazione gireremo sulla destra immettendoci sulla SP 312. Seguiremo questa provinciale solo per 400 m. per poi girare a destra verso una strada secondaria. La seguiremo per circa 2 Km finché non incroceremo la SP 430. Qui gireremo a sinistra e dopo 100 m. subito a destra verso una strada di campagna. In questo tratto di cammino, sulla nostra destra, ci accompagnerà il fiume Garigliano. Dopo circa 2 Km incroceremo una strada e, in quel punto, dovremo girare a destra. Attraversato la piccola frazione di Maiano gireremo a destra all’incrocio successivo e ancora a destra per immetterci sulla SP 308 che attraversa, con un ponte, il fiume Garigliano permettendoci di superare il confine regionale tra Campania e Lazio. Dopo il ponte sul Garigliano si percorrono ancora circa 500 m. e poi si gira a sinistra all’altezza dei capannoni della ditta SEDIFER. Siamo giunti a Suio Terme, frazione di Castelforte. Dopo 400 m, all’incrocio con la SP “Vellota”, si prosegue dritto per poi girare a sinistra al successivo incrocio. Si passa accanto al campo di calcio “San Lorenzo” e al successivo incrocio si gira a destra e dopo qualche metro a sinistra. Si resta su questa strada per circa 1.7 Km in finché non ci si immette su via Francesco Baracca di Grunuovo-Campomaggiore San Luca (frazione di Santi Cosma e Damiano). Dopo aver camminato per circa 1.7 Km su questa strada si gira a sinistra all’altezza di via Stazione per poi girare a destra all’incrocio con via Ex Ferrovia. All’altezza della seconda traversa, dopo 400 m., si gira a sinistra. Si percorrono appena 50 m. e poi si gira a destra e poi subito a sinistra per imboccare via Campanili 2 traversa. Dopo 300 m. su questa strada si gira a sinistra per via Campanili 1 traversa. Ancora qualche centinaio di metri e all’incrocio con via Volpara girare a sinistra. Restare su questa strada, senza mai deviare, dopo qualche centinaio di metri diventa via Pantaniello fino ad attraversare la SS 7 (Appia) e giungere in prossimità del sito archeologico di Minturnae nel territorio di Minturno

Alloggi della tappa
Sessa Aurunca
Casa per ferie Ist. Volpicellivia Monte Ofelio0823 938569
Sede Legambiente di Sessa Auruncavia Taddeo de Matricio, 56Carmine: 388 4216292; email:
B&B Monte Ofeliovia Monte Ofelio 2Doris 327 8256270
Lauro di Sessa
B&B Guar Country Resortvia Madonna dei PozziFrancesco:cell. +39 331 6356689; email
Castelforte (Suio Forme) - LT
Casa del Pellegrino PlotinoVia Palombaia, 8346 6425585
B&B SykelgrimaVia Contrada Viaro, 93478401887 - 3479246659
Santi Cosma e Damiano (LT)
Locazione turisticaVia Luigi Rizzo, 125E3474617319 (Emilia)
Minturno (LT)
Camere Riviera di Ulissevia Sant'Anna 56347 0886485
Chiesa San FrancescoVia San Francesco D'Assisi, 3Frà Eduardo: cell. 348 194 1167
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Dettagli Altimetrici
Altitudine Massima:
Dislivello partenza/arrivo:
Altitudine Minima
Dislivello min/max:
Altitudine Media:
Dettaglio Tappa

Scheda riassuntiva

Nome LocalitàQuotaDistanzaTempoDiff.Agibilità
Sessa Aurunca193 m0---
Lauro di Sessa86 m8,5 Km2:00 hTSi
Suio Terme (Castelforte)14 m15,9 Km4:00 hTSi
Minturno6 m 24,5 Km6:00 hTSi
      

Totali

 24,5 Km6:00 hT